Esotici, nuovi animali da compagnia

flickr-2900444283-hdNegli ultimi anni c'è stata una riscoperta del rapporto tra l'uomo e alcune specie animali, coinvolgendo non soltanto i tradizionali animali d'affezione ma anche un'infinita quantità di specie di uccelli, piccoli mammiferi, rettili, anfibi e pesci, che sono sempre più diffusi come animali da compagnia.

Secondo l'Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali), sono almeno sessantamila i rettili e trentamila le tartarughe nelle case degli italiani; centodiecimila gli uccelli esotici e tremila i grandi felini.

Per avere la certezza di aver comperato un animale che non sia stato portato via dal suo ambiente naturale e che faccia parte delle specie detenibili, al momento dell'acquisto premuriamoci di verificare che sia accompagnato da certificazione C.I.T.E.S., acronimo che identifica la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna minacciate d'estinzione. Come Medico Veterinario, è mio dovere sottolineare alcuni aspetti di questa nuova emergente realtà, sperando di riuscire a far capire l'importanza nel porre maggiore attenzione a certi “usi e costumi” di questo neo-popolo entrato nelle nostre case. L'incoscienza con cui si affronta l'acquisto è disarmante. Le patologie che frequentemente si riscontrano nei nostri animali esotici sono il risultato di una cronica ignoranza circa le abitudini alimentari, l'habitat, le peculiarità e caratteristiche di specie. Questo è il motivo per cui mi capita di visitare sempre più spesso animali con gravi malattie croniche di origine metabolica che, pur adeguatamente curate, portano frequentemente alla morte di questi sfortunati animali. I casi più comuni riguardano l'errata alimentazione nel coniglio, che può portare ad una minore erosione dentaria, con la conseguente impossibilità di prensione e masticazione del cibo, oppure a stasi gastro-intestinali con gravi ripercussioni sulla vita dell'animale stesso. Nei rettili, la mancata esposizione alla luce solare o lampade adatte a raggi UV-A ed UV-B oltre ad errori alimentari, può essere causa di patologie come la M.O.M. o “malattia ossea metabolica”, frequente ad esempio nelle giovani iguane o nelle testuggini terrestri. Stanco di visitare tartarughine morbide come giochini “antistress”, confido in un nuovo senso di responsabilità dei neo proprietari di questi animali volto ad un tempestivo consulto con un medico veterinario specializzato, per avere coscienza delle differenti esigenze di questi nuovi pet d'affezione che, come tutti gli altri, hanno diritto al benessere.

 

 

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